METODOLOGIA DI LAVORO

In queste righe cerco di sintetizzare IL MIO PROTOCOLLO DI LAVORO, CHE ACCOMUNA TUTTI I TIPI DI INTERVENTO

Quando una persona chiama, non si deve preoccupare di scegliere già in partenza quale tipo di intervento farà al caso suo. Sarà mio compito proporle un tipo di percorso piuttosto che un altro, sulla base dei suoi bisogni, dei suoi obiettivi e desideri. A volte capita che si inizi con un certo tipo di formato per poi arrivare ad un altro (per esempio si inizia con una terapia di coppia e poi si passa a una terapia familiare). Ovviamente tutto questo sarà sempre discusso, valutato e concordato insieme nel corso della terapia stessa o dei colloqui preliminari.

Ecco gli step del lavoro che potremo fare insieme, qualsiasi sia il formato della terapia:

IL COLLOQUIO TELEFONICO
Si parte sempre da una telefonata, il primo contatto.

Quando una persona mi chiama, cerco sempre di ritagliarmi dieci minuti (o se non posso in quel momento concordo un appuntamento telefonico nell’arco della giornata) per chiedere alcune informazioni di base, che poi verranno approfondite in fase di colloquio.

Questo servizio, che offro gratuitamente, è un punto di forza che permette di arrivare in prima seduta già con un bagaglio di informazioni e con delle ipotesi di lavoro. E’ insomma un primo contatto e un acceleratore del primo colloquio.

IL PRIMO COLLOQUIO DI ACCOGLIENZA
Un primo momento di conoscenza, importante per la costruzione della relazione terapeutica. Mettiamo i primi mattoncini del lavoro che andremo a fare insieme.

COLLOQUI DI VALUTAZIONE
Seguiranno da due a quattro colloqui di valutazione, una raccolta anamnestica sulla storia di vita della persona. Potranno o meno essere utilizzati dei test.

IL CONTRATTO TERAPEUTICO E GLI OBIETTIVI
Al termine dei colloqui di valutazione concorderemo insieme il lavoro che faremo, tempi, durata approssimativa, regole del setting, ma soprattutto gli obiettivi da raggiungere e il cambiamento desiderato

LA TERAPIA VERA E PROPRIA
E’ il cuore del lavoro. La terapia non dura soltanto in studio, durante i colloqui, ma la parte più importante prosegue anche dopo, a casa, attraverso la rielaborazione di quanto detto in seduta e attraverso la messa in gioco di un cambiamento di cui voi siete promotori. La terapia è un allenamento, io sarò il vostro allenatore, ma voi siete i giocatori!

Al tempo stesso, la terapia è un contesto protetto di sperimentazione: in studio si riproducono spesso le dinamiche relazionali che si mettono in atto anche fuori. Averne consapevolezza e andare a modificare quelle dinamiche che non fanno stare bene, attraverso la relazione terapeutica, è uno degli obiettivi cardine della terapia.

IL COLLOQUIO CONCLUSIVO
Importante per due motivi: da una parte, poter fare una sorta di bilancio, sugli obiettivi raggiunti, il cambiamento desiderato e la strada che resta ancora da fare in autonomia; dall’altra parte c’è l’aspetto del congedo dal terapeuta. La relazione terapeutica si interrompe, è ora di provare a camminare con le proprie gambe: cosa ci si porta a casa dalla terapia e dal percorso fatto? Quali sono le paure verso il futuro? E quali invece le risorse che ci si riconosce per mettersi in gioco in auonomia?

IL FOLLOW UP A UNO, TRE E SEI MESI
Ci rivediamo dopo uno, poi dopo tre e dopo sei mesi per fare un punto della situazione, un monitoraggio su come sta andando e sulla tenuta del cambiamento e degli obiettivi raggiunti.

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